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Come arrivare a Kadavu e Ono Island

Per raggiungere Kadavu, noi abbiamo preso un volo interno partendo dall'aeroporto di Nadi della durata di 40 minuti, con la compagnia locale Fiji Airways.
Abbiamo volato con un piccolo bimotore da dodici posti, proprio quello rappresentato nell'immagine sopra. Non mi aspettavo un aereo dalle dimensioni normali ma nemmeno così piccolo, l'impatto è stato davvero tragico dato che non ero mai salita su un aereo simile ma come si suol dire c'è sempre una prima volta! Le condizioni meteo avverse contribuivano ad aumentare non solo la mia paura ma anche quella di Andrea. Condizioni che andavano peggiorando man mano che ci avvicinavamo a Kadavu, dove sembrava che le forti ventate potessero far precipitare il bimotore. L'atterraggio poi è stato ancor più pauroso dell'intero volo. Fortunatamente la visuale dall'alto, che era a dir poco spettacolare, ci distraeva e ci invitava a fare più foto e video possibili.
Per il volo a/r abbiamo speso 321 FJD (circa 160 €) a testa, prenotando circa due mesi prima. Tenete presente che nel volo per Kadavu è compreso un bagaglio a testa di soli 15 kg. Dal momento che il volo è piccolo, sono abbastanza fiscali, pesano i bagagli ed i viaggiatori stessi. Bisognerà pagare 4.5 FJD per ogni kg in più, e questo lo sappiamo per esperienza personale! La compagnia Fiji Airways raggiunge Kadavu anche partendo dalla capitale Suva.

Una volta atterrati a Kadavu, se avete prenotato un soggiorno ad Ono Island, ci sarà ad aspettarvi un ragazzo dello staff del resort dove alloggerete, che vi porterà con una barca al resort stesso. Il tragitto in barca dura circa un'ora e mezza, il nostro è durato molto di più a causa delle condizioni del mare davvero pessime. Ritornando indietro non so se abbiamo avuto maggiormente paura per il viaggio in aereo o quello in barca. Inizialmente ci sembrava di essere su una giostra, dunque tutto divertente, risate ed urla a volontà. Ma da quando il conducente ha perso il controllo della barca abbiamo iniziato a spaventarci sul serio, tant'è che il motore veniva spento ad ogni onda pericolosa. Fortunatamente siamo giunti ad Ono Island sani e salvi ma fradici e completamente congelati. Ci è stato riferito che non sempre il tragitto è così, cosa che abbiamo potuto constatare direttamente con i nostri occhi al ritorno.

Contenuti a cura di: Astrid Airoldi